STORIA
L’esigenza, di quella che oggi si chiamerebbe formazione teologica, è avvertita molto presto nel valdismo e accompagna in modi e forme differenti ben otto secoli di storia valdese.
Nel medioevo, i "barba", predicatori itineranti che percorrevano l’Europa per annunciare l’Evangelo, erano normalmente istruiti dai colleghi più anziani.
Uno dei più importanti centri di formazione si può, probabilmente, situare in una casa contadina di Pradeltorno, nelle Valli valdesi (Torino), per secoli vera e propria enclave del protestantesimo in Italia.
In seguito all’adesione alla Riforma protestante, i valdesi strutturarono la loro chiesa secondo il modello riformato ginevrino. Questa scelta comportò la necessità di dare ai propri ministri di culto, i pastori, una formazione teologica di più alto profilo.
Per questo motivo, tutti coloro i quali si preparavano a svolgere il ministero pastorale compivano i propri studi all’estero; la meta principale era la Svizzera, nelle città di Basilea, Ginevra e Losanna.
Tuttavia, vi furono studenti valdesi anche in Olanda, Francia, Gran Bretagna e Germania. Terminato il percorso accademico, questi giovani tornavano nelle vallate alpine piemontesi da cui erano partiti, pronti a svolgere il proprio ministero.
Nel 1848 la concessione dei diritti civili e politici da parte del sovrano sabaudo Carlo Alberto (Lettere patenti) permise ai valdesi di muoversi liberamente sul territorio italiano dopo tre secoli di isolamento.
Per la chiesa valdese si aprivano quindi nuove possibilità e la prospettiva, attraverso l’evangelizzazione, di essere una chiesa protestante diffusa sul territorio nazionale.
Con questo spirito, con l'intento di rivolgersi all’Italia venne istituita nel 1854 la Facoltà di Teologia, che intraprese la sua opera di formazione nel 1855. La sua prima sede fu in Torre Pellice, il centro più importante delle Valli valdesi, nei locali del Collegio Valdese, l’istituto di istruzione secondaria costruito pochi anni prima.
L’esigenza continua di confronto con la cultura italiana spinse a trasferire la Facoltà nei centri culturalmente più vivaci della penisola; prima a Firenze nei locali di Palazzo Salviati, dal 1860 al 1921, poi a Roma in via Pietro Cossa 42, dove attualmente si trova.